Scala, Outlook, creditwatch: i termini delle Agenzie di Rating

Scala, Outlook, creditwatch: i termini delle Agenzie di Rating

Aprile 25, 2020 0 Di Gabriele Galletta

L’agenzia di Rating Standard & Poor’s ha “graziato” l’Italia, confermando il rating BBB e rinnovando l’outlook negativo della nostra economia.

S&P prevede che il Pil italiano si contrarrà del 9,9% nel 2020, con un rimbalzo il prossimo anno quando segnerà un aumento del 6,4%, prevedendo un tasso di disoccupazione all’11,2% quest’anno. Secondo l’agenzia americana il deficit italiano salirà al 6,3% del Pil alla fine del 2020 con un debito vicino al 153%. Nel Def appena aggiornato dal governo il disavanzo in realtà supererà il 10% del Pil.

Nonostante ciò, però, l’indebitamento del settore privato tra i più bassi dei paesi OCSE, il che rende improbabile un intervento del pubblico a “salvare” un settore privato molto indebitato (come accade in tutte le crisi del debito sovrano) mettono a riparo l’Italia da altri downgrade.

Oltre ciò, sia un’economia molto diversificata, che l’acquisto ri-avviato della BCE di titoli di Stato italiani, dovrebbe al momento ridurre le pressioni speculative sul debito italiano.

Ma in tutta questa terminologia e complessità usata dalle agenzie di rating, cosa significano veramente i vari outlook, creditwatch o lo stesso rating?

Come funzionao i ratings

Per l’assegnazione dei rating le agenzie utilizzano una scala alfanumerica, che individua diverse categorie di rischio di credito. La scala di Standard & Poor’s varia da AAA, il più alto, fino a D, il più basso.

Scala dei Ratings di Standard & Poors’

I rating da AAA fino a BBB- compresi costituiscono la categoria degli “investment grade”, mentre i rating da BB+ a SD quella
degli “non-investment grade”.

La prima categoria si riferisce agli emittenti e alle emissioni con buona capacità di ripagare alla scadenza il capitale e gli interessi; la seconda si riferisce agli strumenti di debito per i quali l’emittente ha la capacità di ripagare il debito, ma potrebbe presentare significative difficoltà nel fronteggiare le incertezze, come condizioni economiche o finanziarie avverse.

Ricordiamo che il cosiddetto rating è una valutazione sintetica sulla capacità dell’emittente di ripagare il proprio debito e svolge una funzione importante in un sistema economico e finanziario di mercato, in quanto limita quelle che sono le asimmetrie informative: chi compra titoli non sempre ha tutte le informazioni necessarie per effettuare una buona operazione finanziaria ed esistono degli operatori specializzati a produrre dei giudizi ce dovrebbero “aiutare” gli investitori a prendere consapevolmente le loro decisioni.

Sulle storture che però si generano in un mercato governato da solo 3-4 agenzie di rating e sui vari conflitti di interesse casomai ci torneremo un domani.

La distinzione tra “investment grade”e “non-investment grade” ha un ruolo essenziale per gli investitori istituzionali, dal momento che la maggior parte di essi opera sotto precise limitazioni sulla rischiosità degli strumenti finanziari in portafoglio.

Il cambiamento del rating da non-investment grade a investment grade è molto importante sia per l’investitore che per l’emittente. Infatti un rating in categoria investment-grade dà solitamente accesso ad una più ampia base di investitori rispetto alla categoria sub-investment grade, determinando una maggiore e più stabile domanda di titoli obbligazionari.

L’esempio classico è l’acquisto della BCE di titoli di Stato nell’ambito del Quantitative Easing: prima delle recenti modifiche (che hanno permesso alla BCE di acquistare anche titoli junk) la BCE poteva acquistare solo titoli investment-grade.

Il rating si accompagna sempre all’outlook o prospettive, il quale indica la direzione del possibile cambiamento dello stesso nel medio-lungo termine, ovvero da 6 mesi a 2 anni.

L’ outlook può essere positivo, negativo o stabile.
Se invece intervengono circostanze tali ma modificare il rating nel breve termine (90 giorni), questo viene posto in credit watch. Un rating generalmente viene posto sotto osservazione o credit watch quando si verifica un evento inatteso e si rendono necessarie nuove informazioni per valutare la situazione corrente e rifletterla nell’opinione dell’agenzia sull’affidabilità creditizia dell’emittente.

Sia l’ outlook che il creditwatch non danno la certezza del cambiamento di rating, inoltre tali cambiamenti possono verificarsi anche senza precedenti cambi di outlook o creditwatch.

La qualità del credito di molti emittenti e delle loro obbligazioni non è costante e stabile nel tempo, ma tende a subire variazioni. Un cambiamento di rating può verificarsi in ogni momento.
Per la loro natura, i cambiamenti di rating sono generalmente più frequenti per obbligazioni di bassa qualità che non per quelle di alta qualità.