Contributi a fondo perduto per le PMI: come funzioneranno?

Contributi a fondo perduto per le PMI: come funzioneranno?

Maggio 15, 2020 0 Di Gabriele Galletta

Il Decreto Rilancio, annunciato mercoledì sera dal presidente del Consiglio, conterrà fra le altre cose gli attesi contributi a fondo perduto (sovvenzione statale) a favore di PMI, lavoratori autonomi e titolari di reddito agrario che fatturano meno di 5 milioni all’anno.

Il requisito principale è aver registrato nel mese di aprile 2020 un calo del fatturato pari almeno ai un terzo di quello dello stesso mese 2019. E per effettuare correttamente questo calcolo, bisogna fare riferimento alla data di effettuazione dell’operazione.

A questa cifra si applica poi una percentuale, che varia nel seguente modo:

  • 20% per chi nel 2019 ha ricavi o compensi fino a 400 mila euro;
  • 15% per imprese e partite IVA con incassi 2019 fra 400 mila e 1 milione di euro;
  • 10% per chi ha fatturato l’anno scorso fra 1 e 5 milioni di euro.

Il contributo erogato sarà esentasse ed escluso quindi dalla base imponibile reddituale: non dovrà essere quindi indicato nella propria dichiarazione dei redditi..

Altra nota positiva è che comunque sarà possible ottenere un  contributo minimo, se verrà rispettata la soglia e il requisito del calo del fatturato: il contributo minimo è pari a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le società. 

Inoltre, per alcune tipologie di soggetti, ad esempio coloro che hanno iniziato l’attività a partire dal primo gennaio 2019 (Startup o nuove Partite IVA), il contributo spetta indipendentemente dalla riduzione di fatturato.

Chi ne ha diritto

Come stabilisce il decreto, hanno diritto a questa importante fonte di liquidità tutti i «soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA, comprese le imprese esercenti attività agricola o commerciale, anche se svolte in forma di impresa cooperativa, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro»

Questo significa che restano fuori dalla norma soltanto i professionisti – che comunque come sappiamo riceveranno l’indennizzo dei 600 € per più mesi – anche se non imprenditori commerciali: rientrano quindi nella fattispecie imprenditori agricoli e lo svolgimento delle attività commerciali non è prerogativa per l’accesso.

Proviamo a fare un esempio per un’impresa che ad aprile 2019 aveva fatturato di 50.000 €, ma che invece ad Aprile 2020 ha fatturato soltanto 5.000 €: la riduzione è stata del 90% e quindi l’impresa potrà beneficiare del contributo (sarebbe stata sufficiente anche un riduzione di 16.000 € circa, ovvero di un terzo).

Se l’impresa ad esempio nel 2019 ha avuto compensi complessivi inferiori a 400.000 euro, si può applicare la percentuale del 20% (sopra vista) alla differenza di fatturato.

Quindi 20% X (50.000 – 5.000) = 9.000 €

Ricordando che se questo importo è inferiore a 1.000 € per le persone fisiche e 2.000 € per le persone giuridiche, si riceveranno comunque questi importi minimi.


Come si presenterà la domanda

La domanda va presentata all’Agenzia delle Entrate, anche tramite intermediario.
Le modalità saranno indicate da apposito provvedimento della stessa Agenzia, e dal momento in cui verrà avviata la procedura telematica ci saranno 60 giorni di tempo per presentare richiesta. Il Fisco versa la somma direttamente sul conto corrente bancario o postale del beneficiario, basandosi sui dati presenti nella domanda.

Se successivamente rileva un’irregolarità, recupera le somme non dovute e applica sanzioni, che possono essere anche penali.